Ipocrisia italiana, il bisogno di una legge sull'omofobia e l'intolleranza di un Governo il cui Primo Ministro è indagato per sfruttamento della prostituzione minorile



Siamo nel 2011 e stiamo ancora parlando di discriminazione sessuale, l'Europride a Roma si scontra contro la legislazione italiana avara di leggi a protezione delle minoranze sessuali, siamo più indietro di molti paesi europei (dietro di noi solo il Vaticano, San Marino, il Liechtenstein e Monaco), una battaglia civile che qui non si è ancora realizzata, i politici italiani si schierano dietro un intolleranza tutta di stampo cattolico,come analizza ILGA Europe nella sua mappa del maggio 2011.

Un testo sull'omofobia, della deputata Paola Concia, è stata presentato già nel 2009, poi bocciato su una pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall'Udc. Ricordiamo nello stesso Maggio 2011 il nuovo tentativo di approvarlo in commissione giustizia, non passato per 26 voti contro e 17 favorevoli, per la cronaca votarono contro Pdl, Lega, Udc e Responsabili.

Ricordiamo l'articolo 3 della nostra Costituzione:

« Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali »

In un paese civile non ci sarebbe nemmeno bisogno di una legge sulla discriminazione sessuale,  comunque in Europa l'omofobia è punita come reato in Danimarca, Islanda, Norvegia, Pesi Bassi, Svezia, Francia e norme antidiscriminatorie sono vigenti in Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Regno Unito.

Concludo con le parole del deputato socialista danese, Morgens Jensen, membro del Consiglio d'Europa dal 2007. 


"L'Italia può essere paragonata a molti Paesi dell'Est, come Ungheria e Romania, dove organizzare un Gay Pride significa ancora sfidare i divieti della polizia. Il vostro Paese non rispetta le direttive dello stesso Consiglio d'Europa, che è stato molto chiaro: bisogna garantire a tutte le persone pari diritti". 
Poi rivolgendosi al Premier Silvio Berlusconi
"Possibile che una persona come lui, con le abitudini sessuali di cui ormai si è letto in tutta Europa, non si batta per proteggere le minoranze sessuali? Il vostro Parlamento deve muoversi, e adeguarsi alle indicazioni del Consiglio d'Europa. Penso che ci debbano essere più pressioni in questo senso".

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