Gioventù disoccupata, il tasso di disoccupazione giovanile al 28,6 %, altro che bamboccioni


Il tasso di disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni) continua a salire a Marzo e si attesta ad un impietoso e drammatico 28,6% , il che vuol dire che 1 giovane su 3 è disoccupato, una politica economica nazionale ma anche europea che sta creando un intera generazione di senza lavoro e probabilmente di senza futuro, una sorta di cittadini-zombies che vergognasamente vengono chiamati 'bamboccioni' e che non sono tutelati oggi da una carestia patologica di posti di lavoro, l'unico ammortizzatore sociale di cui possono servirsi è la famiglia, generando così un ulteriore e involontario impoverimento del nucleo familiare.
Ma la situazione è ancor più drammatica se si pensa che i giovani per così dire occupati accedono quasi esclusivamente a tipi di contratti lavorativi a tempo determinato, part-time, ultra-flessibili e precari che generano instabilità e pessime condizioni lavorative e retribuzioni non al passo con il costo della vita. Essere giovane oggi vuol dire essere considerati di passaggio, tutti i datori di lavoro e in primis lo Stato, pensano o vogliono far credere che tutti questi lavoratori siano studenti che accederanno successivamente a categorie lavorative più dignitose, di fatto non è così, ma gli stessi giovani lavoratori finiscono con il pensarlo e finiscono per accettare pessime condizioni lavorative. La sindacalizzazione di queste figure lavorative è ancora in uno stato primitivo, i sindacati credono anch'essi alla temporaneità del fenomeno, il futuro di questo passo sarà precariato a vita, e dove c'è precariato, lo abbiamo imparato a nostre spese, non c'è nè vita nè futuro.

Reato di clandestinità ? Ennesima figuraccia, cosa si inventerà ora la Lega?


C'è chi gli vuole sparare a vista (a modi Far West),c'è chi organizza le ronde padane, c'è chi vorrebbe che i medici li denunciassero, e c'è semplicemente chi li vuole rinchiudere nelle patrie galere e buttar via la chiave, non stiamo parlando di criminali ovviamente (per quelli c'è l'indulto e l'amnistia), bensì di clandestini, differenza che di questi tempi gli slogan politici sembrano aver dimenticato.
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea si espressa oggi negativamente sul c.d. reato di clandestinità, in soldoni, prevedeva il carcere per un cittadino extracomunitario che disattendendo ad un ordine di espatrio permaneva nel territorio italiano allo scadere del citato termine. La legge quindi va disapplicata essendo contraria alla normativa europea (che prevede, invece, l'allontanamento volontario o coattivo e la reclusione solo nel caso di comportamenti pericolosi assunti dal soggetto).

Ora che l'ennesima leggina da bar è caduta, ci si aspetta la contromossa della Lega, imbracceranno i fucili o un bel manuale di diritto comunitario?

Il fine vita per Berlusconi è una questione intima e privata, ricordiamoci del 'potrebbe avere ancora figli'

“La gran parte di noi – si legge – ritiene che sul ‘fine vita’, questione sensibile e legata alla sfera più intima e privata, non si dovrebbe legiferare e anch’io la penserei così, se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni”
Ecco le ultime parole del nostro Premier sulla questione del fine-vita, non si dovrebbe legiferare su di una questione così intima e privata, ma non si dovrebbe nemmeno intervenire quando una persona da sé decidesse di porre fine alla propria vita non ritenendola più tale, tanto meno con dichiarazioni deliranti della serie 'potrebbe avere ancora figli' , dov'è il rispetto per l'intimità altrui in queste dichiarazioni?

Non si dovrebbe legiferare quando il buon senso e l'umanità è presente nei rapporti inter-personali, quando l'ultima volontà di una persona (per quanto estrema essa sia) viene rispettata, quando non si baratta la dignità di una vita con la propria fede, perchè anche la fede o la non-fede è una questione intima e privata e nessuno si sognerebbe mai di impedirla od ostacolarla.

Il problema però è un altro, tutto politico, la maggioranza rischia di andare sotto con l'ennesima legge improponibile, altro che intimo e privato.


Bombardo sì, Bombardo no, la ridicola politica estera del Governo


Gheddafi, Mubarak, Ben Ali, Lukashenko e Putin, questi sono gli amici del governo a detta,senza vergogna, dei suoi stessi (nonchè nostri stessi) rappresentanti, gli stessi che in questo periodo non se la passano di certo bene e probabilmente trascineranno nel baratro anche noi.La spregiudicata politica estera del governo italiano di accordare il proprio consenso a leader di indubbio valore criminale, meglio dire veri e propri dittatori, oggi pesa naturalmente a livello internazionale, dopo lo scoppio della primavera nordafricana ci troviamo isolati non solo nello stesso nord-Africa ma anche in Europa, privi di qualsiasi supporto e di qualsiasi credibilità.

Pensiamo all'atteggiamento del nostro ministro degli esteri Frattini nel gestire le prime avvisaglie della rivolta libica, dapprima rilascia sbilanciatissime dichiarazioni sul supporto ed aiuto da garantire all'amico Gheddafi, poco dopo ritratta affermando che l'Italia comunque non sarebbe intervenuta nè a supporto dei rivoltosi nè del leader libico, successivamente si schiera con la Francia e gli Stati Uniti garantendo le basi di appoggio italiane ma negando un intervento militare diretto italiano nel conflitto, notizia di oggi, è in discussione la possibilità che aerei del contingente italiano partecipino ai bombardamenti. Quel che si dice lungimiranza.

Ma tra le forze al governo c'è ancora qualcuno di più ridicolo, stiamo parlando dell'alleato, la padana Lega Nord, contraria al conflitto, vota contro ma poi si dice favorevole purchè non si intervenga in modo diretto nella questione, ora che si interverrà in modo diretto probabilmente (è bastata una telefonata del premio Nobel per la Pace e Presidente USA Obama) si prostrerà nuovamente, c'è da scommetterci, sbotterà un po' ma poi per amor della non-coerenza che la contraddistingue sarà della partita. Contenti i suoi elettori.

Un governo di dilettanti, una politica estera ridicola, e l'ennesima guerra-corsa alle materie prime, perchè a quanto pare il fine giustifica i mezzi.

25 Aprile 1945 ed oggi 25 Aprile 2011, il vilipendio dei vinti


C'è chi si vergogna della Festa della Liberazione, accade anche questo, come c'è chi si vergogna dell'Unità d'Italia, ma non c'è chi si vergogna di essere un bandito istituzionale, un irresponsabile patologico, tra un 'i padani sono pronti ad impugnare i fucili' e un 'spariamo sui profughi' ad un 'Roma ladrona' quando da decenni occupa i Palazzi del potere romano non lamentandosi di tutte le indennità di servizio concesse-gli.

C'è chi brucia la bandiera italiana, chi ci si pulisce il culo e chi ne fa uno stemma neo-fascista da adorare con morbosità estrema.

Mi auguro un giorno di festeggiare una nuova Festa di Liberazione, quando i topi fuggiranno dalla nave in massa.


"Liberate Bradley Manning" , le due facce di Obama e degli USA, ecco come stanno le cose


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Obama, che ricordiamo essere il premio Nobel per la pace 2009 (dato sulla fiducia), è stato contestato in California per la vicenda del soldato Bradley Manning, pare strano che un grande comunicatore, di recente pure in visita in quel di Facebook tra il virtuale e il reale, non abbia saputo rispondere altrettanto prontamente alle critiche mossegli, evidentemente la questione è piuttosto spinosa in un Paese dove la parola libertà è presente retoricamente e verbosamente in qualsiasi discorso politico.

Chi è Bradley Manning, un eroe, una spia o un traditore? 
La breve biografia di questo soldato statunitense ci dirà che è il presunto responsabile della diffusione di riservatissimi documenti confidenziali statunitensi a Wikileaks, tra i quali il video Collateral Murder (in breve, due Apache americani attaccano uccidendo 12 civili disarmati, così per sport si direbbe), in questi documenti vengono riportati alcuni dei soprusi delle forze armate statunitensi fino a veri e propri crimini di guerra, come capirete il compito yankee di esportare la democrazia nel mondo è uno slogan elettorale, piuttosto fallimentare, di fatto una guerra è pur sempre una guerra, le parti avverse si confondono e di certo entrambe non fanno ampio uso di umanità e solidarietà, non siamo nati ieri, l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione coinvolta è del tutto secondario e trascurabile, oggi le guerre si fanno per le materie prime e perchè intere super-economie necessitano dell'evento bellico.

Chi è oggi Bradley Manning?
Comunque la pensiate, oggi, Bradley Manning è un detenuto, diciamo pure prigioniero, in isolamento dal 2010 in un carcere militare in Virginia sottoposto a misure inutilmente punitive e lesive in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e senza praticamente il diritto di difendersi ad un processo (visto che l'udienza preliminare è stata fissata a Maggio 2011), come ha denunciato ampiamente e pubblicamente Amnesty International. 

Ora io mi chiedo, è legittimo che ci si aspetti di più da un Paese che millanta di voler esportare la democrazia nel mondo? Personalmente non avrei dato il premio Nobel per la pace a nessuno dei Presidenti statunitensi tanto meno ad Obama, per quanto non siamo al livello dei repubblicani, se il modello democratico da esportare è già fallace nel paese d'origine figuriamoci quanto mai riuscito potrà essere imporlo in un altro Paese che non lo ha chiesto e non lo vuole.

Solidarietà a Bradley Manning per essersi ribellato a questo schifo.


Cambieremo l'art. 1 della Costituzione, altro auto-gol del PDL


La Costituzione italiana non piace al PDL, questo è un fatto acclarato,  non passa giorno che non ci sia un articolo potenzialmente modificabile o assolutamente da modificare, peccato che per farlo ci vogliano i numeri, benchè la compravendita dei parlamentari (in tempo di saldi poi) sia andata a buon fine il nostro governo non ha ancora quell'ampia maggioranza che servirebbe per attuare uno stravolgimento costituzionale di questo tipo (per nostra fortuna) e certamente per via referendaria non otterrebbe quell' ampio consenso necessario. In un contesto poco rassicurante è già qualcosa.

Curioso che oggetto della modifica, oggi, sia quel art. 1 della nostra Costituzione che parla di 'sovranità popolare', il riferimento alla sovranità popolare, infatti, è stato da sempre sfruttato dal PDL come giustificazione e legittimazione del proprio operato (poco), con il semplice quanto volutamente errato ragionamento che chiunque fosse stato eletto per volere del popolo sarebbe stato legittimato in ogni sua azione, legge, misfatto. (confondendo il popolo con gli elettori) Una sorta di spot politico ai tempi della tivvù commerciale.

Il Nucleare e la paura da referendum


Che il nucleare non sia una scelta responsabile di politica energetica è sotto gli occhi di tutti, non tanto per i costi comunque esorbitanti sia delle materie prime (scarse) che della gestione della centrali nucleari, non tanto per la paura atomica simil Chernobyl o Fukushima, quanto per il processo post-produttivo di smaltimento delle scorie radioattive (un esempio, la Germania ed i problemi con il sito di stoccaggio della miniera di Asse).

La scelta del nucleare a detta dei politicanti sembrava quasi obbligata, poteva liberare l'Italia dalla morsa della dipendenza energetica, ma si è trasformata in un nuovo ponte sullo stretto, un tormentone elettorale del governo del fare, l'ennesima promessa a vuoto.

Il dietro-front del governo sicuramente non farà piacere ai creditori dell'Italia (una parte consistente del nostro enorme debito pubblico è francese, come tutti sanno) ma in questo momento (politicamente) è più importante non raggiungere il quorum al referendum del 12-13 Giugno che tra i quesiti oltre alla questione del nucleare e dell'acqua pubblica ne presenta uno sul legittimo impedimento, norma tanto cara ad una certa parte politica. 
Si pensa, dunque, che gran parte degli aventi diritto rinunceranno al loro voto referendario (un po' per disinteresse, un po' per pigrizia) visto l'abbandono della questione nucleare.

Manifesti Br-Toghe, ecco tutte le dichiarazioni di Silvio contro la magistratura


Succede anche questo nel nostro Paese, il Popolo della Libertà si dissocia da sé stesso, un errore quel manifesto dicono, ma com'è possibile? Io lo trovo uno splendido esempio di capacità di sintesi della linea politica assunta in questi anni dai pidiellini e della loro battaglia contro le c.d. toghe rosse.

Ora la Letizia Moratti, in piena campagna elettorale per il rinnovo del trono a sindaco di Milano, vuole dissociarsi dal collega di partito, ma voglio dire, vogliamo ripescare qualche dichiarazione del Cainano sulla magistratura? Perchè, no.






Habemus Papam, papaboys ed inquisizione spagnola



Adeste Fideles. E' notizia di questi giorni che i papaboys sono in stato di agitazione e hanno annunciato il catto-boicottamento del nuovo e sacrilego film di Nanni Moretti ''Habemus Papam'', l'inquisizione spagnola è tornata, dunque. C'è da tirare avanti la baracca ,insomma, ormai il ruolo della CC era relegato ad equazioni giornaliere del tipo omosessualità uguale pedofilia, il prete pedofilo e il chierichetto, si può morire solo quando lo dice Lui, meglio l'Aids che il preservativo, e chi salta Ciellino è. Una routine, non faceva più ridere. Serviva tornare ai fasti dei tempi che furono, ai forconi, alla carne bruciata, perchè i vecchi slogan non tirano più da quando c'è qualcuno che le spara più grosse. Nanni Moretti ringranzia per la pubblicità aggratis, e meno male che ci rimangono i Monty Python. 

G8 Genova, le torture della Caserma di Bolzaneto

Ecco uno stralcio significativo delle motivazioni della sentenza di condanna depositate dai giudici relative a quanto accaduto nella Caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001

[...] Dalla messe dei suddetti riscontri sono risultate pienamente provate le seguenti condotte tenute nel sito di Bolzaneto in danno degli arrestati e fermati: 
1) insulti e percosse inflitti durante gli assembramenti di appartenenti alla varie forze di polizia presenti nella caserma, che si formavano all’arrivo dei gruppi di arrestati, sia pure non con sistematica frequenza [...] 
2) posizione vessatoria ( consistente nell’imposizione dello stazionamento in piedi, a gambe divaricate e braccia alzate diritte sopra la testa) nel cortile, contro il muro della palazzina dove erano situate le celle o contro la rete di recinzione del campo da tennis a essa prospiciente ovvero nei pressi della attigua palazzina dove si effettuavano le operazioni di fotosegnalamento; 
3) passaggio nel corridoio tra due ali di agenti di diverse forze che percuotevano con schiaffi e calci, tentavano di far cadere a terra gli arrestati sgambettandoli, ingiuriavano e, spesso, sputavano; 
4) posizione vessatoria di stazionamento in cella, che poteva essere o identica a quella che veniva fatta assumere in cortile ovvero in ginocchio con il viso rivolto alla parete e veniva fatta mantenere per ore e ore ( addirittura, in certi casi, per 10, 18, 20 ore e oltre ), senza possibilità di riposo o di sedere, se non per pochi minuti [...] 
5) posizione vessatoria di transito, durante i passaggi in corridoio e nel percorso verso l’edificio del fotosegnalamento, consistente nell’obbligare gli arrestati a tenere la testa abbassata sin quasi all’altezza delle ginocchia e/o nel torcere dolorosamente loro uno o entrambe le braccia dietro la schiena;                                                                                                                                   
6) altre posizioni vessatorie, quali, per es., quella c.d. della “ballerina”, consistente nel restare in piedi, in equilibrio sulle punte dei piedi o su una gamba sola [...] o quella rappresentata dal restare per ore con le mani strette dai “laccetti” di plastica [...];                                                  
7) obbligo di rimanere nelle suddette posizioni imposto anche alle persone ferite o che, comunque, si trovavano in stato di menomazione fisica [...];
8) percosse in tutte le parti del corpo, compresi i genitali, ( con conseguenti lesioni in vari casi ) inferte con le mani coperte da pesanti guanti di pelle nera e con i manganelli [...] 
9) spruzzi di sostanze urticanti o irritanti nelle celle, che hanno anche comportato, [...], un malore accompagnato da forti conati di vomito 
10) insulti di ogni tipo, da quelli a sfondo sessuale, diretti in particolare alle donne ( puttane, troie), a quelli razzisti a quelli di contenuto politico ( comunisti merde, zecche comuniste, rossi bastardi, siete peggio della merda, bastardi comunisti), minacce, che variavano da quelle di percosse e, addirittura, di morte, a quelle di stupro , costrizioni a pronunciare frasi lesive della proprie dignità personale, quali “sono una merda”  e frasi o inni al fascismo, al nazismo, a Mussolini e Hitler, a sfilare lungo il corridoio facendo il saluto “romano” e il passo c.d. “dell’oca” [...] 
11) taglio forzato dei capelli [...] e distruzione di oggetti personali ( per es. cellulari, monili etc); [...] 
12) sottoposizione degli arrestati a lunghe attese prima di essere accompagnati ai bagni, tanto da costringere molti di loro a urinarsi addosso [...] 
13) marchiatura su una guancia, con un pennarello colorato, degli arrestati alla scuola “Diaz”, come se non di persone si trattasse, bensì di capi di bestiame o di imballaggi di merci. [...]

La Teoria della Curva in Politica


Il modo migliore per governare un Paese è dividerlo, una soluzione politica di romana memoria che ad oggi è la tecnica con cui l'elettorato viene posto di fronte alla politica dagli stessi polticanti di mestiere, quella che si potrebbe chiamare la Teoria della Curva.

Prima di entrare nel merito, bisogna premettere che questa divisione non muove da programmi politici differenti (appurato che esistano ad oggi programmi politici o soltanto idee politiche) ma dalla stessa intenzione di dividere in categorie stagne l'elettorato di modo da generare nel cittadino una sfiducia verso l'altro, una diffidenza verso la compartecipazione civile, che genera l'isolamento dell'uomo e una radicalizzazione delle posizioni tra fantomatici gruppi sociali, irreali ed irreale. In soldoni, siamo tutti tifosi, chi di una curva chi dell'altra, ma non sappiamo per chi tifiamo o per cosa tifiamo, ma sappiamo che la tifoseria avversa è comunque nostra nemica. A livello di coscienza civile questo è un suicidio, un suicidio che conviene ad un elite di privilegiati.

Facciamo un esempio recente, dalle ultime dichiarazioni del nostro Premier sull' istruzione pubblica

Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori.

tralasciando la condivisibilità o meno della dichiarazione e la funzione pubblica che riveste chi la dice, analizzando il contenuto notiamo subito la contrapposizione tra libertà e costrizione (altisonanti quanto abusati se non violentati termini di un certo linguaggio politico) ma entrambi portano alla necessità di una scelta che inevitabilmente divide, tra scuola pubblica o scuola privata, e l'ultima stoccata indica all'elettore non solo il motivo per cui una delle due scelte è preferibile ma anche l'invito ad intraprenderla. Questa affermazione non ci porta a chiederci quali principi da genitore conosca l'autore dell'affermazione o se sia un portatore attendibile e sano di tali principi ma vuole generare una frattura ed una divisione, riuscendoci.
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