Generi alimentari sempre più costosi vuol dire più poveri. La crisi alimentare mondiale.


I prezzi dei generi alimentari continuano a crescere senza tregua, per i prossimi vent'anni (2030) la Oxfam (confederazione di quindici organizzazioni no-profit) denuncia un più che probabile raddoppio dei prezzi attuali che genererà un inevitabile crisi alimentare che colpirà e già colpisce la popolazione più povera della terra. Questo abnorme aumento dei prezzi è provocato da svariate con-cause: dall'esaurirsi delle risorse naturali, all'impiego dell'agricoltura per biocarburanti fino alla crescita della popolazione mondiale e a diete alimentari sempre più insostenibili. 
Tutto questo già accade, basti pensare che dallo scorso giugno almeno 44.000.000 di persone hanno varcato la soglia della povertà per gli insostenibili prezzi dei beni alimentari ed il numero è destinato ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni.
Barbara Stocking, capo esecutivo della Oxfam : 
''One in seven people on the planet go hungry every day despite the fact that the world is capable of feeding everyone. The food system must be overhauled."
Parlassero di questo al G8.

Ci vuole stile pure a perdere, 'Ora godetevi il comunismo' titola l'house organ Libero


Tutti salgono sul carro del vincitore quando si vince, di contro tutti gli altri si svincolano e fuggono soccombenti alle percentuali che li vedono impietosamente soccombenti (leggi Pdl e Lega), ma l'organo di partito e propaganda Libero se la prende direttamente con gli elettori, colpevoli di aver svolto il loro compito inadeguatamente e allora titola strombazzando 'Ora godetevi il comunismo' (direttamente nella sua home page, evito di riportare il link perchè mi fa un certo senso) ripetendo il mantra berlusconiano, ovvero del Padrone.
E' una questione di responsabilità, bisogna saper accettare la sconfitta e capire il perchè si perde, probabilmente se i contenuti sono questi (ovvero l'assenza di contenuti), se non si capisce che la guerra fredda è finita da un pezzo, se non ci si occupa dei problemi della gente ma solo del proprio tornaconto personale, la caduta poi alle elezioni è fisiologicamente certa.
Scansare le responsabilità è un ulteriore e clamoroso autogol.

Nucleare? Aspetta, è la direzione sbagliata, (i cittadini) lo sanno, gli altri Paesi Europei pure


Mentre nel nostro Paese si cerca in tutti i modi di depennare dal referendum del 12-13 Giugno il quesito sul nucleare, da ultimo con la moratoria che lo rinvia di un anno (per avere il tempo di pensarci su, ci dicono, mon dieu), la Germania ha le idee più chiare, guarda al futuro e dopo essere stata travolta dallo scandalo della miniera di Asse, dove da luogo più sicuro e impermeabile al mondo, ottimale per fungere da deposito di scorie, si è passati a definirla una cisterna con infiltrazioni per 120.000 litri d'acqua l'anno (con conseguente contaminazione,alla faccia degli errori di valutazione), ci si appresta a staccare la 'spina' entro e non oltre il 2020 senza rimpianti e rigurgiti nostalgici, solo con grandi sospironi di sollievo e definitivamente.

Anche in Francia il nucleare non se la passa poi così bene, e sì che da sempre viene portata come nazione-modello dai sostenitori pro-nucleare avendone abbracciato a pieno i 'benefici' ed essendo una delle principali costruttrici di questi giganti energetici, qui dopo l'incidente dell'estate 2008 alla centrale di Tricastin  l'opinione pubblica si è fatta sempre più critica ed a voler buttare ulteriore benzina sul fuoco è arrivata la notizia che 34 reattori presentano rischi di malfunzionamento al sistema di raffreddamento di emergenza, non proprio noccioline in termini di sicurezza.

Terminando la breve analisi sembra ormai chiaro che il mondo si stia muovendo piuttosto velocemente in direzioni alternative nel procacciarsi il fabbisogno energetico, la popolazione italiana esprimendosi al referendum del 1987 sul nucleare aveva già anticipato i tempi, con una straordinaria lungimiranza, peccato che tale talento è mancato e manca ai nostri rappresentanti politici, il che è una contraddizione in termini, forse dovrebbero adoperarsi per stare al passo con i propri cittadini ed elettori, paradossalmente civilmente più all'avanguardia di loro.

Perchè un Premier ricattabile non fa bene al Paese

Silvio Berlusconi non se la passa di certo bene in questo periodo, diciamo più onestamente che la diagnosi più precisa è che sia sull'orlo di una crisi di nervi, la batosta delle amministrative ha allontanato l'alleato Bossi e tutto il suo entourage, la base romana del Pdl è in rivolta per la volontà leghista fantapolitica di portare due ministeri al Nord e a livello internazionale viene ormai trattato come un appestato, i leader internazionali lo scansano quasi fosse un untore di manzoniana memoria, quelli invece che ne avevano stima incondizionata sono dittatori fuggiaschi nei loro stessi Paesi. 
Non giova certo alla funzione ed al personaggio la figuraccia di ieri, ma questo non è altro che l'ennesimo sintomo di un malessere in cui Silvio si è cacciato con le proprie mani, è al tempo stesso ricattabile ed isolato, ricattabile da tutti coloro che sanno dei suoi vizi privati (il confine tra vizio e reato è piuttosto labile in queste vicende), ricattabile da tutti coloro che gli sono alleati e cercano di rosicchiargli quel poco di potere ancora rimastogli ed , infine, isolato pubblicamente dagli stessi che più o meno privatamente lo ricattano.
Come Riccardo III che supplicava un cavallo in cambio del suo regno, così il Premier, cerca in tutti i modi di elemosinare quella tanto agognata riforma della (sua) giustizia che potrebbe garantirgli un' uscita di scena dorata, ma l'esito dei ballottaggi delle amministrative e la perdita del feudo milanese potrebbe decapitare ulteriori teste delle maggioranza e allora l'isolamento diverrebbe cronico e lo spettro di nuove elezioni dall'esito incerto una più che probabile realtà.
Di sfondo, l'Italia.

Guida istituzionale per Primi Ministri, cosa non dire ad un G8

Ecco cosa succede quando i panni sporchi non si lavano in famiglia, nel video gli sfoghi di un Primo Ministro sull'orlo di una crisi di  nervi che si rivolge al Presidente degli Stati Uniti lagnandosi come un fanciullo a cui hanno appena rubato le caramelle, tutto questo è successo nella prima giornata del G8 super-blindato di Deauville.




I cittadini italiani dovrebbero sovvenzionare con le proprie tasse un corso accellerato di come si fa il Primo Ministro in un incontro internazionale, tanto più quando il ruolo istituzionale vuole che il suddetto rappresenti il nostro Paese e non i suoi affari personali.

eG8 ovvero come ti imbavaglio il web, in Italia già ci stiamo provando


Non passa giorno che qualcuno cerchi di mettere il bavaglio al web libero, spaventa certamente il fatto che internet sia rimasto uno dei pochi posti (seppur virtuale) dove non esistano barriere e le informazioni possano girare senza filtri e senza confini, non stupisce che l'ultima trovata per limitare pesantemente tutto questo sia la creazione dell'eG8, ovvero il fratello del G8 per il cyberspazio, dove i potenti del mondo si arrogano e si auto-proclamano legislatori di internet emarginando al tavolo decisionale l'intera popolazione di internet, per altro diretta interessata delle limitative norme.
La Francia, in tema di cyber-regolamentazione, è già tristemente nota alle cronache per la legge Hadopi con cui si prevede la sospensione della fornitura internet da un minimo di due mesi ad un massimo di un anno per gli utenti che scaricano gratuitamente file protetti di copyright.
In Italia tentativi di 'regolamentazione' sono all'ordine del giorno, eccone alcuni:

  • disegno di legge Prodi-Levi (o ammazza-blog): blog, e siti internet avrebbero l'obbligo di registrarsi al registro degli operatori di comunicazione, e di essere assoggettabili a più pressanti oneri legali
  • decreto Pecorella-Costa che prevedeva che tutti i siti web a carattere editoriale sarebbero dovuti sottostare alle restrizioni previste dalla legge sulla stampa
  • pacchetto sicurezza che conteneva l'emendamento D'Alia  'Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.'

110 mila posti di lavoro e nessuno li vuole, l'house organ Libero Vs Bamboccioni


Libero in un articolo firmato da Maurizio Belpietro trova, dopo un' approfondita analisi (sarcasmo), i motivi intrinsechi alla piaga sociale della disoccupazione giovanile italiana, ripescando il fu e per niente rimpianto Padoa Schioppa, punta il dito sulla mancanza di voglia di lavorare o studiare dei giovani che minano di fatto il loro futuro. 
Nessuna inettitudine da parte del Governo (leggi incapacità), nessuna responsabilità delle aziende, la colpa è dei diretti interessati che masochisticamente compromettono e pregiudicano il proprio futuro. Oltre il più becero pressapochismo ecco snocciolata la verità, ci sarebbero 110 mila posti di lavoro (fonti non pervenute) ma nessuno li vuole, quasi fossero appestati, dequalificanti o umilianti, il giovane italiano (specie in via d'estinzione) non si abbasserebbe a tanto. 
Ancora una volta i giovani italiani si devono sentir dare dei bamboccioni dal giornalista servile che lavora per il capetto di turno, le aziende tagliano la produzione in Italia, delocalizzano e non vengono sostenute adeguatamente da incentivi che potrebbero smuovere la disoccupazione stagnante, ma è colpa dei giovani anche quando le scelte del governo passano da ultrasettantenni in attesa di ricovero.
Ci vorrebbe del pudore anche nel dir stronzate.

La sovranità impopolare, ovvero come cancellai il Referendum e imparai a non preoccuparmene


Come ampiamente previsto da questo blog, ieri si è consumata la presumibile e prematura scomparsa del quesito sul nucleare del Referendum previsto tra il 12-13 Giugno grazie alla approvazione del decreto omnibus che contiene la moratoria sul nucleare (approvato apponendovi la fiducia, as usual), presumibile perchè ora la palla passa all'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Cassazione. In barba a qualsiasi rispetto per la sovranità popolare di cui l'istituto referendario è una delle chiare e più dirette forme di esercizio, questo governicchio ha pensato bene di decidere per tutti noi ancora una volta ed impedire ai cittadini di manifestare (nuovamente) le proprie convinzioni sul nucleare, una sovranità popolare di cui il PDL e la Lega si riempiono spesso la bocca per legittimare le sedie che occupano da lustri ormai.

Ricordiamoci inoltre che già nel 1987 ci eravamo espressi contro il nucleare, con una percentuale di votanti del 65% ampiamente sopra il quorum, ma evidentemente non è servito a nulla se oggi siamo daccapo, i quesiti allora erano questi :

  1. Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? 
  2. Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? 
  3. Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? 

15 milioni di italiani a rischio povertà, ma Milano avrà i suoi due Ministeri


Quello del lavoro è un tema che dovrebbe essere centrale in ogni agenda politica che si rispetti, la situazione italiana è piuttosto drammatica, basti pensare alla vicenda della vacanza irresponsabile (in piena crisi economica e per cinque lunghissimi mesi) del Ministro dello Sviluppo economico per capire quanto il Gov sia impegnato su questo delicatissimo fronte.

Secondo l'ultimo rapporto Istat :
  • il 24,7% della popolazione è a rischio povertà (15 milioni)
  • occupati scesi di 532.00 unità nel biennio 2009-2010
  • la cassa integrazione guadagni (cig) è ormai la routine
  • Per rientrare nei vincoli europei sul debito secondo la Corte dei Conti servirà un intervento del 3% annuo pari a 46 miliardi
Collegata in qualche modo a questi dati è la notizia dei  previsti 2500 esuberi alla Fincantieri e dei chissà quanti previsti da altre medie e piccole aziende che purtroppo non fanno notizia, ma non disperate, c'è ancora chi si sbraccia perchè Milano abbia due Ministeri in barba alla spesa pubblica. La Grecia è vicina?

Amministrative Milano, come averne piene le scatole (e non di schede elettorali)


Manca meno di una settimana alla fine delle amministrative che già non se ne può più di sentire sfottò e insulti tra le parti, a dire il vero quasi a senso unico, dalla Lega Nord che da dell'estremista a Pisapia (sì, la Lega Nord), alle finte aggressione da parte di finti aggressori,dai tiggì divenuti salotti conviviali di Silvio,  fino ai ciellini che fanno campagna elettorale pro-Moratti fuori dalle chiese. 
La domanda un po' retorica sorge spontanea, ma non ci si dovrebbe aspettare che i governanti o wannabe governanti siano migliori dei governati?
I veri e grandi assenti in queste continue aggressioni da parte a parte sono certamente i programmi elettorali, tutto ciò produce una situazione alquanto ridicola e farsesca.
In una sana campagna elettorale e se vivessimo nel migliore dei mondi possibili alla Leibniz ci si confronterebbe sui programmi dei vari candidati, ammesso che ne abbiano, invece questi scompaiono per lasciare spazio a gossip di bassissima Lega (?) che spostano l'ago dalla bilancia su temi del tutto marginali.
Il programma elettorale di fatto è quel foglio di carta che vincola l'eletto all'elettore, quel foglio di carta attraverso il quale si può verificare non solo la comunanza di interessi ma anche in una fase successiva la perdita o la rinnovata fiducia dell'elettore.
Le aspettative dell'elettore, quindi, in questa farlocca campagna elettorale sono state ampiamente disattese, esigiamo come cittadini prima e come elettori poi di non essere presi per i fondelli e quando andiamo a votare facciamolo con la dovuta responsabilità lasciando stare la stampa strillona e stracciona.
In definitiva tocca a noi essere migliori di loro, ecco qui un confronto tra i due candidati (link).

Frattini il racconta-balle, ovvero essere un Ministro degli Esteri incapace


La politica estera del Governo trova perfetta sintesi nel suo primo rappresentante, ovvero un Ministro degli Esteri totalmente incapace e fuori dagli schemi come Frattini, tale incapacità si era già manifestata nel caso dell' orchestrato arresto di tre innocenti operatori di Emergency all'ospedale di Lashkar Gah quando il ministro anzichè difendere l'associazione almeno per il beneficio del dubbio si schierò pregiudizialmente contro (guadagnandosi una meritata figuraccia a fine faccenda), ma come dice il detto non c'è mai fine al peggio, e l'infaticabile ministro ha dato il meglio di sé con la vicenda libica.
Ma oggi miei cari, oggi Nostradamus Frattini se ne è uscito con una dichiarazione di classe totalmente non-suffragata da prove per il piacere di dire la sua, "ci sono ipotesi realistiche che parlano di 3/4 settimane per fine delle operazioni militari in Libia'' . Ora tutti noi ci chiediamo da quale cilindro possano uscire queste ipotesi realistiche, come ci si faccia a sbilanciare così impunemente? è un contentino dato alla finta protesta inscenata dalla Lega Nord? Crediamo ancora alle operazioni militari a tempo determinato? 
La cosa più sbalorditiva è che al termine delle fantomatiche 3/4 settimane quando in Libia ci sarà ancora il caos nessuno presenterà il conto al Ministro, nessuno gli rinfaccerà le sue farlocche dichiarazioni, e questa è la spiegazione di come un ruolo dell'esecutivo così importante possa essere affidato ad un uomo politico così insignificante.

Tutti all'estero: Fiat, Geox, Omsa, Bialetti, Dainese, Benetton. Ecco come perderemo il lavoro

Si chiama delocalizzazione ed è il fenomeno per cui intere linee di produzione di aziende italiane (o meglio marchi italiani) vengono trapiantate all'estero dove la forza lavoro costa molto meno e Stati emergenti sono più favorevoli a modificare e adattare la loro primitiva legislazione del lavoro (quando c'è) al volere e agli interessi delle aziende fregandosene dei diritti dei lavoratori e ancor più ostacolando con ogni mezzo la sindacalizzazione degli operai. Cosa genera tutto questo? Chiaramente un ondata di disoccupazione che investe la classe operaia italiana e di contro ingentissimi profitti per le aziende che delocalizzano, per la gioia degli azionisti e delle buone uscite ridicolosamente vertiginose dei top manager.

Prendendo spunto da un documento prodotto dall' UGL, possiamo conoscere quali grandi aziende italiane che si fregiano di essere portatrici sane del made in italy nel mondo in realtà producano interamente o quasi all'estero;

  • FIAT : stabilimenti aperti in Polonia, Serbia, Russia, Brasile, Argentina. Persi in Italia 20.000 posti di lavoro passando da i 49.350 del 2000 ai 31.200 occupati al 31/12/2009 in Italia.(Espresso 11/03/2010)
  • DAINESE:due stabilimenti in Tunisia, circa 500 addetti; produzione quasi del tutto cessata in Italia, dove sono occupati un centinaio di responsabili.
  • GEOX: stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam; su circa 30.000 lavoratori solo 2000 sono Italiani.
  • BIALETTI: fabbrica in Cina, ed i lavoratori di Omegna vengono licenziati.
  • OMSA: stabilimento in Serbia, cassa integrazione per 320 lavoratrici italiane.
  • ROSSIGNOL: stabilimento in Romania, 108 esuberi a Montebelluna.
  • DUCATI ENERGIA: stabilimenti in India e Croazia, chiuse le fabbriche in Italia.
  • BENETTON: stabilimenti in Croazia.
  • CALZEDONIA: stabilimenti in Bulgaria.
  • STEFANEL: stabilimenti in Croazia.
Molti sostengono che la delocalizzazione sia in contrasto con l'art. 41 della nostra Costituzione

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. 

Francamente in un regime di libero mercato (apparente chiaramente, perchè le aziende hanno ricevuto e ricevono fondi statali nonchè commissioni) un qualsiasi Governo potrebbe ostacolare la delocalizzazione non intervenendo con vane limitazioni ma piuttosto con incentivi per chi ancora investe in Italia e rispetta i diritti dei lavoratori. Ma il nostro Governo si disinteressa della politica e pianificazione economica del Paese, tant'è che per mesi ha lasciato vacante il ministero dello sviluppo economico e ora che il ministro c'è sembra tutt'altro che intenzionato ad affrontare il problema. Non ci rimane altro da fare, nel nostro piccolo, che boicottare i prodotti delle aziende 'italiane' che producono all'estero.

Raid a tempo determinato, la farlocca mozione Lega-Pdl per salvare le apparenze


In tempi di flessibilità anche sul fronte guerra si scoprono nuove trovate, come i raid a tempo determinato ovvero fissare un termine entro il quale cessare i bombardamenti italiani deciso contestualmente alle truppe alleate, se non che la Nato già ci ride dietro, voglio dire, esiste un termine entro il quale bombardare è giusto passato il quale non è più conveniente?
Ma poi come si fa a tavolino a decidere quando la partecipazione italiana debba cessare, interpelliamo Nostradamus? 
La mozione per la cronaca si voterà oggi, fa parte della trovata leghista di alzare la voce per salvare le apparenze con la base dell'elettorato ormai in rivolta, altro che autonomia leghista. 
La primavera nord-africana è solo agli inizi e già si predispone un exit-strategy, forse era meglio imparare dagli errori del passato e capire che la guerra non è uno strumento efficace per la risoluzione di conflitti tra Stati figuriamoci quando si è di fronte ad una vera e propria guerra civile.
Dov'era la Lega Nord quando il Governo (di cui fa parte) intratteneva rapporti con l'amico Gheddafi? 

Energia Rinnovabile ? Catfight tra Romani e Prestigiacomo 'la matta' , settore compromesso


Quanto vale il mercato delle rinnovabili in Italia? 21 miliardi (7.2 per i nuovi incentivi e 13.7 di investimenti in nuovi impianti, dati Sole 24 Ore), basterebbe questo per incentivare il settore delle energie pulite, ma il governo sta facendo di tutto involontariamente o volontariamente per creare da Gennaio instabilità e un vuoto normativo che penalizza l'indotto e fa fuggire gli investitori esteri. 
Il ministro dello Sviluppo Economico Romani considera la sua collega dell'Ambiente Prestigiacomo una 'matta', i due non riescono proprio a trovare un accordo, tant'è che, il 29 Aprile, è saltata la firma proprio sul decreto che doveva colmare quel vuoto normativo che tutt'ora crea incertezza tra gli addetti al settore, contrasto sul momento in cui dovrebbero essere erogati gli incentivi, si dice.
Ora dico io, in un momento economicamente disastroso come quello in cui viviamo è chiedere troppo che un settore in crescita come quello delle rinnovabili sia incentivato e tutelato? No perchè quando c'è da difendere il nucleare si tira fuori il fabbisogno energetico dell'Italia e la sua auspicata auto-sufficienza, la creazione e la tutela di nuovi posti di lavoro ma quando si passa a fonti energetiche alternative la musica cambia, si va incontro a bradisismi istituzionali o incapacità politiche manifeste che annientano qualsiasi investimento e compromettono migliaia di posti di lavoro (Rapporto annuale IREX: le energie rinnovabili potrebbero produrre 90.000 posti di lavoro aggiuntivi in Italia entro il 2020)

Obiettivo del Governo : cancellare il referendum del 12-13 giugno


Ci stanno provando in tutti i modi a cancellare almeno tre dei quattro quesiti del referendum previsto per il 12 e 13 giugno, nello specifico

  •  quello sul nucleare con la moratoria-decreto decisa il 26 marzo che rinvia il piano sul nucleare di un anno (deve essere firmata da Napolitano e pubblicata in Gazzetta per essere vigente, dopo di che rimarrà solamente l'Ufficio Centrale della Cassazione che prenderà la decisione finale sulla sopravvivenza del quesito referendario)
  • quello sulla privatizzazione dell'acqua con un altro decreto ad hoc che creerà un authority che controllerà la questione idrica affidandola per i prossimi trent'anni ai privati che già gestiscono gli acquedotti.
Tutto questo per non raggiungere il quorum necessario alla abrogazione della norma che davvero interessa l'esecutivo, il quarto quesito per l'esattezza, la legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale

Muore Osama Bin Laden, la vittoria degli Stati Uniti sul terrorismo, sarà così?



Osama Bin Laden è stato ucciso in Pakistan, gli Stati Uniti e i telegiornali annunciano la vittoria degli Usa sul terrorismo, ma sarà proprio così? Gli americani scendono nelle piazze con tanto di bandiera a stelle strisce, forse dimentichi che quel Osama Bin Laden è stato il motivo di dieci anni di guerre fallimentari, migliaia di vittime civili e perdite militari, e Paesi 'lasciati' allo sbando, altro che Vietnam. Partiti con l'intento nazional-popolare di esportare la propria democrazia, hanno nei fatti perso due guerre impossibili da perdere contro un nemico imbarazzante, hanno provocato sdegno in tutti coloro che hanno visto il calpestio dei diritti umani nella base di Guantanamo e nelle zone di guerra dove erano coinvolti tentando fino all'ultimo di insabbiare tutto, questa è la tanto millantata democrazia?
La guerra al terrore dunque è finita ? 
La guerra al terrore poi, è una contraddizione in termini, a meno che non si pensi che solo un occidentale possa provare terrore, che solo un occidentale meriti una vita all'insegna della sicurezza,  portando la guerra in altri Stati e coinvolgendo tragicamente le popolazioni locali nel conflitto non si fa altro che generare altro terrore.
Dice Obama 'Oggi giustizia è fatta', in cuor nostro siamo davvero sicuri?
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