"Liberate Bradley Manning" , le due facce di Obama e degli USA, ecco come stanno le cose


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Obama, che ricordiamo essere il premio Nobel per la pace 2009 (dato sulla fiducia), è stato contestato in California per la vicenda del soldato Bradley Manning, pare strano che un grande comunicatore, di recente pure in visita in quel di Facebook tra il virtuale e il reale, non abbia saputo rispondere altrettanto prontamente alle critiche mossegli, evidentemente la questione è piuttosto spinosa in un Paese dove la parola libertà è presente retoricamente e verbosamente in qualsiasi discorso politico.

Chi è Bradley Manning, un eroe, una spia o un traditore? 
La breve biografia di questo soldato statunitense ci dirà che è il presunto responsabile della diffusione di riservatissimi documenti confidenziali statunitensi a Wikileaks, tra i quali il video Collateral Murder (in breve, due Apache americani attaccano uccidendo 12 civili disarmati, così per sport si direbbe), in questi documenti vengono riportati alcuni dei soprusi delle forze armate statunitensi fino a veri e propri crimini di guerra, come capirete il compito yankee di esportare la democrazia nel mondo è uno slogan elettorale, piuttosto fallimentare, di fatto una guerra è pur sempre una guerra, le parti avverse si confondono e di certo entrambe non fanno ampio uso di umanità e solidarietà, non siamo nati ieri, l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione coinvolta è del tutto secondario e trascurabile, oggi le guerre si fanno per le materie prime e perchè intere super-economie necessitano dell'evento bellico.

Chi è oggi Bradley Manning?
Comunque la pensiate, oggi, Bradley Manning è un detenuto, diciamo pure prigioniero, in isolamento dal 2010 in un carcere militare in Virginia sottoposto a misure inutilmente punitive e lesive in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e senza praticamente il diritto di difendersi ad un processo (visto che l'udienza preliminare è stata fissata a Maggio 2011), come ha denunciato ampiamente e pubblicamente Amnesty International. 

Ora io mi chiedo, è legittimo che ci si aspetti di più da un Paese che millanta di voler esportare la democrazia nel mondo? Personalmente non avrei dato il premio Nobel per la pace a nessuno dei Presidenti statunitensi tanto meno ad Obama, per quanto non siamo al livello dei repubblicani, se il modello democratico da esportare è già fallace nel paese d'origine figuriamoci quanto mai riuscito potrà essere imporlo in un altro Paese che non lo ha chiesto e non lo vuole.

Solidarietà a Bradley Manning per essersi ribellato a questo schifo.


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