Il modo migliore per governare un Paese è dividerlo, una soluzione politica di romana memoria che ad oggi è la tecnica con cui l'elettorato viene posto di fronte alla politica dagli stessi polticanti di mestiere, quella che si potrebbe chiamare la Teoria della Curva.
Prima di entrare nel merito, bisogna premettere che questa divisione non muove da programmi politici differenti (appurato che esistano ad oggi programmi politici o soltanto idee politiche) ma dalla stessa intenzione di dividere in categorie stagne l'elettorato di modo da generare nel cittadino una sfiducia verso l'altro, una diffidenza verso la compartecipazione civile, che genera l'isolamento dell'uomo e una radicalizzazione delle posizioni tra fantomatici gruppi sociali, irreali ed irreale. In soldoni, siamo tutti tifosi, chi di una curva chi dell'altra, ma non sappiamo per chi tifiamo o per cosa tifiamo, ma sappiamo che la tifoseria avversa è comunque nostra nemica. A livello di coscienza civile questo è un suicidio, un suicidio che conviene ad un elite di privilegiati.
Facciamo un esempio recente, dalle ultime dichiarazioni del nostro Premier sull' istruzione pubblica
Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori.
tralasciando la condivisibilità o meno della dichiarazione e la funzione pubblica che riveste chi la dice, analizzando il contenuto notiamo subito la contrapposizione tra libertà e costrizione (altisonanti quanto abusati se non violentati termini di un certo linguaggio politico) ma entrambi portano alla necessità di una scelta che inevitabilmente divide, tra scuola pubblica o scuola privata, e l'ultima stoccata indica all'elettore non solo il motivo per cui una delle due scelte è preferibile ma anche l'invito ad intraprenderla. Questa affermazione non ci porta a chiederci quali principi da genitore conosca l'autore dell'affermazione o se sia un portatore attendibile e sano di tali principi ma vuole generare una frattura ed una divisione, riuscendoci.
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