Libero in un articolo firmato da Maurizio Belpietro trova, dopo un' approfondita analisi (sarcasmo), i motivi intrinsechi alla piaga sociale della disoccupazione giovanile italiana, ripescando il fu e per niente rimpianto Padoa Schioppa, punta il dito sulla mancanza di voglia di lavorare o studiare dei giovani che minano di fatto il loro futuro.
Nessuna inettitudine da parte del Governo (leggi incapacità), nessuna responsabilità delle aziende, la colpa è dei diretti interessati che masochisticamente compromettono e pregiudicano il proprio futuro. Oltre il più becero pressapochismo ecco snocciolata la verità, ci sarebbero 110 mila posti di lavoro (fonti non pervenute) ma nessuno li vuole, quasi fossero appestati, dequalificanti o umilianti, il giovane italiano (specie in via d'estinzione) non si abbasserebbe a tanto.
Ancora una volta i giovani italiani si devono sentir dare dei bamboccioni dal giornalista servile che lavora per il capetto di turno, le aziende tagliano la produzione in Italia, delocalizzano e non vengono sostenute adeguatamente da incentivi che potrebbero smuovere la disoccupazione stagnante, ma è colpa dei giovani anche quando le scelte del governo passano da ultrasettantenni in attesa di ricovero.
Ci vorrebbe del pudore anche nel dir stronzate.
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