La sovranità impopolare, ovvero come cancellai il Referendum e imparai a non preoccuparmene


Come ampiamente previsto da questo blog, ieri si è consumata la presumibile e prematura scomparsa del quesito sul nucleare del Referendum previsto tra il 12-13 Giugno grazie alla approvazione del decreto omnibus che contiene la moratoria sul nucleare (approvato apponendovi la fiducia, as usual), presumibile perchè ora la palla passa all'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Cassazione. In barba a qualsiasi rispetto per la sovranità popolare di cui l'istituto referendario è una delle chiare e più dirette forme di esercizio, questo governicchio ha pensato bene di decidere per tutti noi ancora una volta ed impedire ai cittadini di manifestare (nuovamente) le proprie convinzioni sul nucleare, una sovranità popolare di cui il PDL e la Lega si riempiono spesso la bocca per legittimare le sedie che occupano da lustri ormai.

Ricordiamoci inoltre che già nel 1987 ci eravamo espressi contro il nucleare, con una percentuale di votanti del 65% ampiamente sopra il quorum, ma evidentemente non è servito a nulla se oggi siamo daccapo, i quesiti allora erano questi :

  1. Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? 
  2. Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? 
  3. Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? 

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